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  • I dialoghi sul diabete VECCHIE E NUOVE EVIDENZE DEI GLP-1 NELLA GESTIONE DEL DIABETE - FAD sincrona (webinar), 31 maggio 2022

    I dialoghi sul diabete VECCHIE E NUOVE EVIDENZE DEI GLP-1 NELLA GESTIONE DEL DIABETE - FAD sincrona (webinar), 31 maggio 2022RAZIONALE 

    Nelle persone affette da diabete di tipo 2, una terapia combinata con SGLT2 inibitori e GLP-1 agonisti può prevenire eventi gli avversi cardiaci e cerebrovascolari maggiori e l'insufficienza cardiaca, secondo quanto rilevato da uno studio pubblicato sulla rivista Diabetes Care.
    Le due classi di farmaci possiedono diverse caratteristiche complementari riguardanti i loro meccanismi d'azione nei pazienti con diabete di tipo 2, quindi la loro combinazione ha il potenziale per affrontare tutti i principali fattori fisiopatologici che contribuiscono allo sviluppo e alla progressione del diabete e potrebbero produrre benefici cardiovascolari additivi.
    Rispetto alla terapia singola, i farmaci combinati sono in grado di raggiungere un più alto grado di controllo glicemico, insieme a una maggiore perdita di peso corporeo e valori pressori inferiori, nonostante un’incidenza comparabile di effetti avversi.
    Le evidenze emerse dagli studi clinici sulle nuove classi di agenti antidiabetici hanno mostrato che, mentre l'esposizione cronica ai GLP-1 agonisti sembra essere essenzialmente neutra sulla funzione sistolica e diastolica, indipendentemente dalla frazione di eiezione ventricolare sinistra, gli SGLT2 inibitori hanno invece un impatto benefico su questi parametri nei soggetti con diabete con e senza insufficienza cardiaca, in misura proporzionale alla gravità della disfunzione basale.
    Gli SGLT2 inibitori hanno un impatto clinicamente significativo in termini di prevenzione del ricovero per insufficienza cardiaca nei soggetti ad alto e altissimo rischio cardiovascolare sia con che senza diabete di tipo 2 o insufficienza cardiaca, mentre i GLP-1 agonisti si sono dimostrato sicuri, e marginalmente benefici, nei pazienti con diabete senza insufficienza cardiaca.
    È stato suggerito che il ruolo del rene sia cruciale per l'effetto degli SGLT2 inibitori sugli esiti clinici, non solo perché questi farmaci rallentano il declino della funzione renale dipendente dal tempo e migliorano la risposta ai diuretici, ma anche perché attenuano il pressione anti-natriuretica correlata al pasto (riducendo l'iperglicemia e l'iperinsulinemia postprandiali e prevenendo il riassorbimento prossimale di sodio), riducendo potenzialmente la sensibilità individuale alle variazioni quotidiane dell'assunzione di sodio nella dieta.

    OBIETTIVO GENERALE DELL’EVENTO

    Scopo del presente percorso formativo è quello di aggiornare il medico specialista sulle vecchie e nuove evidenze della terapia combinata con SGLT2 inibitori e GLP-1, facendo riferimento alla pratica clinica quotidiana con esempi real life.


    OBIETTIVO FORMATIVO (di processo)

    (3) DOCUMENTAZIONE CLINICA. PERCORSI CLINICO-ASSISTENZIALI DIAGNOSTICI E RIABILITATIVI, PROFILI DI ASSISTENZA - PROFILI DI CURA


    RESPONSABILE SCIENTIFICO

    Alessandra BERTOLOTTO - Pisa


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