LA GESTIONE DEL PAZIENTE DISLIPIDEMICO 21 OTT 2023 - PAVIA

COMUNE

PAVIA

Destinato a

Medico chirurgo Farmacista Dietista Infermiere
nelle discipline: Cardiologia Endocrinologia Geriatria Malattie metaboliche e diabetologia Medicina e chirurgia di accettazione e di urgenza Medicina interna Medicina del lavoro e sicurezza degli ambienti di lavoro Medicina generale (medici di famiglia) Continuità assistenziale Scienza dell'alimentazione e dietetica Farmacista pubblico del SSN Farmacista territoriale Dietista Infermiere

CONDIVIDI

ID ECM: 331-392539

Dal 21/10/2023

al 21/10/2023

Crediti ECM 6

Ore totali 6

Posti 50

ISCRIVITI
Mostra di più

Razionale generale

Per dislipidemia si intende un’alterazione del profilo lipidico plasmatico. Poiché i livelli dei lipidi plasmatici sono rappresentati da una scala continua, è necessario che vengano stabiliti dei valori oltre i quali la loro alterazione possa essere considerata patologica. Il compito fondamentale delle lipoproteine plasmatiche è quello di trasportare i lipidi nel plasma; mentre le LDL trasportano il colesterolo dal fegato ai tessuti contribuendo al suo accumulo nell’endotelio vascolare, le HDL veicolano il colesterolo in direzione opposta comportandosi come una sorta di spazzini metabolici. E’, quindi, intuitivo capire come alterazioni in eccesso del colesterolo LDL, e di parametri ad esso associati come il colesterolo non-HDL e l’apolipoproteina B100, e in difetto del colesterolo HDL rappresentino dei fattori di rischio per lo sviluppo dell’aterosclerosi. Inoltre, nel contesto della sindrome metabolica, viene considerata dislipidemia aterogena quella condizione che include un lieve-moderato incremento del colesterolo LDL, una moderata ipertrigliceridemia, la presenza di LDL piccole e dense ed un basso valore di colesterolo HDL. Le raccomandazioni sulla gestione della dislipidemia e la prevenzione delle malattie cardiovascolari, hanno proposto obiettivi terapeutici diversificati in base al profilo di rischio cardiovascolare, al fine di ottimizzare la gestione del paziente dislipidemico. Le linee guida suggeriscono che il calcolo del rischio tenga conto di singoli parametri come età, genere, abitudine al tabagismo, valori pressori o utilizzo di farmaci anti-ipertensivi, profilo lipidico, indici di funzionalità renale, familiarità per eventi cardiovascolari aterosclerotici, anamnesi patologica positiva per pregressi eventi cardio- e/o cerebro-vascolari e presenza di adiposità viscerale. Negli ultimi anni si sono affacciate all’orizzonte diverse possibilità di trattamento a seconda della gravità e del rischio CV; queste comprendono accanto ai trattamenti farmacologici classici, sono stati sviluppati prodotti nutraceutici e rimedi fitoterapici in grado di controllare le dislipidemie attraverso differenti strategie.