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Il diabete: dalla complessità della malattia alle nuove opportunità di cura

ID ECM (codice identificativo): 344735 ed. 1
Tipologia: RES
Sede: Trieste presso Molo IV
Periodo di svolgimento: 07 Apr 2022/09 Apr 2022
Nr. Crediti: 8,4
Nr. Ore: 12
Nr. Posti: 150
Professioni: Medico Chirurgo

I soggetti con diabete di tipo 2 (DMT2) presentano un rischio di sviluppare malattie cardiovascolari (CVD) (infarto miocardico, ictus, malattia vascolare periferica) doppio rispetto a soggetti non diabetici. La malattia cardiovascolare (CV) rappresenta la principale causa di morte nei pazienti con DMT2.
La necessità di trattare in modo specifico i singoli problemi con impatto cardiovascolare appare quindi inderogabile. Ci vengono opportunamente in aiuto particolari proprietà di farmaci entrati solo negli ultimi anni nei prontuari ufficiali. Ricerche recenti indicano particolari benefici con l’uso di agonisti del recettore del GLP-1 (GLP-1 RA), definiti più sinteticamente come incretino-mimetici, e di inibitori di SGLT2 o gliflozine, in pazienti con DMT2 e rischio cardiometabolico.
Per quanto riguarda i GLP-1, questi nuovi farmaci presentano degli importanti effetti pancreatici (potenziamento della secrezione insulinica, inibizione dell’apoptosi, attivazione della rigenerazione delle Β-cellule, soppressione della secrezione del glucagone), presentano inoltre degli importanti effetti extra pancreatici.
Infatti la terapia con incretino-mimetici è in grado di migliorare il compenso metabolico e di indurre calo ponderale in soggetti con DMT2 attraverso la mediata riduzione dell’apporto calorico e attraverso effetti diretti ed indiretti a livello dell’apparato gastro-intestinale e del sistema nervoso centrale.
Per questa ragione sono anche importanti alleati nella gestione della NAFLD (Non Alcoholic Fatty Liver Disease) che è spesso associata alla patologia diabetica anche in forme più severe quali NASH (Non Alcoholic Steathepatitis) e cirrosi.
Inoltre hanno un effetto di miglioramento della funzione contrattile cardiaca nella cardiopatia post-infartuale e nello scompenso cardiaco nonché sulla vasodilatazione endotelio-mediata, proteggendo di fatto dal rischio di ictus e di infarto miocardico.
Sono usciti inoltre i primi studi sugli effetti della pandemia sul diabete dai quali si osserva che il virus induce insulino-resistenza e deteriora la normale funzionalità β-cellulare con predisposizione a iperglicemia franca che persiste anche nella fase post-acuta. La comprensione profonda dei meccanismi della malattia potrà facilitare la ricerca di nuove strategie terapeutiche per i pazienti post-Covid.

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