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GLP1-RAs e Diabete di Tipo 2. L’evoluzione dal controllo glicemico alla protezione d’organo. Update sulle ultime evidenze scientifiche

ID ECM (codice identificativo): 334781 ed. 1
Tipologia: RES
Sede: BOLZANO presso PARKHOTEL LAURIN
Periodo di svolgimento: 3 dic 2021/4 dic 2021
Nr. Crediti: 9,1
Nr. Ore: 7
Nr. Posti: 25
Professioni: Medico Chirurgo

I soggetti con diabete di tipo 2 (DMT2) presentano un rischio di sviluppare malattie cardiovascolari (CVD) (infarto miocardico, ictus, malattia vascolare periferica) doppio rispetto a soggetti non diabetici. La malattia cardiovascolare (CV) rappresenta la principale causa di morte nei pazienti con DMT2.
La necessità di trattare in modo specifico i singoli problemi con impatto cardiovascolare appare quindi inderogabile. Ci vengono opportunamente in aiuto particolari proprietà di farmaci entrati solo negli ultimi anni nei prontuari ufficiali. Ricerche recenti indicano particolari benefici con l’uso di agonisti del recettore del GLP-1 (GLP-1 RA), definiti più sinteticamente come incretino-mimetici, e di inibitori di SGLT2 o gliflozine, in pazienti con DMT2 e rischio cardiometabolico.
Per quanto riguarda i GLP-1, questi nuovi farmaci presentano degli importanti effetti pancreatici (potenziamento della secrezione insulinica, inibizione dell’apoptosi, attivazione della rigenerazione delle
Β-cellule, sopressione della secrezione del glucagone), presentano inoltre degli importanti effetti extra pancreatici.
Infatti la terapia con incretino-mimetici è in grado di migliorare il compenso metabolico e di indurre calo ponderale in soggetti con DMT2 attraverso la mediata riduzione dell’apporto calorico e attraverso effetti diretti ed indiretti a livello dell’apparato gastro-intestinale e del sistema nervoso centrale.
Per questa ragione sono anche importanti alleati nella gestione della NAFLD (Non Alcoholic Fatty Liver Disease) che è spesso associata alla patologia diabetica anche in forme più severe quali NASH (Non Alcoholic Steathepatitis) e cirrosi.
Inoltre hanno un effetto di miglioramento della funzione contrattile cardiaca nella cardiopatia post-infartuale e nello scompenso cardiaco nonché sulla vasodilatazione endotelio-mediata, proteggendo di fatto dal rischio di ictus e di infarto miocardico.
Alcuni recenti studi attribuirebbero alle incretine anche effetti neuroprotettivi in patologie croniche quali la demenza di Alzheimer.
Lo scopo dell’incontro è quello di evidenziare alla luce dei più recenti trials clinici l’evoluzione della terapia antidiabetica con incretino-mimetici sulla protezione d’organo.

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