Pronti, via! Il Nuovo ambulatorio CardioReneMetabolico nel Savonese - Savona

COMUNE

Savona

Destinato a

Medico chirurgo
nelle discipline: Cardiologia Endocrinologia Medicina interna Nefrologia Medicina generale (medici di famiglia)

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ID ECM: 331-473743

Dal 15/04/2026

al 15/04/2026

Crediti ECM 5,2

Ore totali 4

Posti 25

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Razionale generale

Entro il 2045 si stima che il numero delle persone affette da diabete mellito tipo 2 (DM2) a livello globale arrivi a 700 milioni. La malattia renale cronica (MRC) rappresenta parimenti una problematica epidemiologica significativa, colpendo circa il 10% della popolazione mondiale. Il DM2 è peraltro una delle principali cause di MRC, con una prevalenza di nefropatia diabetica nel 30-40% dei pazienti con DM2. Infine, la prevalenza dello scompenso cardiaco è in costante aumento in pazienti con e senza DM2, con il suo fenotipo a frazione di eiezione preservata (HFpEF) stimato ormai costituire circa la metà dei casi totali di scompenso. La relazione epidemiologica fra scompenso cardiaco e DM2 (nota fin dal Framingham Hearth Study), come pure fra scompenso cardiaco e MRC (CRIC Study), riconosce una interconnessione fisiopatologica complessa fra queste patologie, con l’evidenza di alterazioni dei meccanismi neuro-ormonali ed emodinamici (cosiddetta “sindrome cardio-renale”). La natura eziopatogenica di questa sindrome, non solo nel suo fenotipo clinicamente manifesto ma anche nelle condizioni che sottendono la lunga fase preclinica (HFpEF, iperfiltrazione glomerulare…), sottolinea la necessità di un approccio clinico innovativo, trattando non solo le singole patologie ma intervenendo sui meccanismi di feedback negativo fra metabolismo, cuore e rene. Gli inibitori del cotrasportatore del sodio-glucosio di tipo 2 (SGLT2i) hanno dimostrato di abbattere il rischio cardiovascolare, migliorando drammaticamente gli esiti renali, in pazienti con e senza DM2. Le evidenze derivanti da RCT e studi di RWE suggeriscono ormai un concetto di utilizzo “olistico” di questi farmaci, dalla prevenzione cardiovascolare primaria a quella terziaria. Queste condizioni condividono diversi aspetti, sia per le caratteristiche del paziente spesso fragile, sia per l’uso che nel loro trattamento viene fatto con farmaci inibitori del sistema renina-angiotensina-aldosterone (RAASi).