CORSI ECM

Aggiornamenti in terapia IPERTENSIONE E SINDROME METABOLICA NELLA PRATICA CLINICA

ID ECM (codice identificativo): 352989 ed. 1
Tipologia: RES
Sede: CAGLIARI presso T HOTEL
Periodo di svolgimento: 30/06/2022 - 30/06/2022
Nr. Crediti: 2,6
Nr. Ore: 2
Nr. Posti: 15
Professioni: Medico Chirurgo

Nell’ipertensione la terapia di associazione è sicuramente rivolta a tutti quei pazienti nei quali non si riesce a ottenere la normalizzazione dei valori pressori con la monoterapia, anche se le recenti linee guida ESH/ESC 2018 la propongono già come scelta iniziale. Nel paziente con ipertensione di grado I-II (lieve-moderata), l’associazione razionale di due principi terapeutici migliora in modo significativo la risposta ipotensivante in quanto circa il 75-80% dei pazienti risponde a un'associazione di due differenti agenti farmacologici. Infatti l’associazione di due farmaci antiipertensivi, se eseguita in modo razionale, porta a un effetto di potenziamento ottenendo un’efficacia antipertensiva decisamente superiore alla somma dell’efficacia dei singoli composti, in quanto, in tal modo, è possibile bloccare alcuni meccanismi riflessi omeostatici e minimizzare gli effetti collaterali. A questo proposito alcuni studi clinici hanno dimostrato che gli effetti avversi sono meno frequenti con basse dosi di due differenti farmaci che con alte dosi di un solo composto. Questo dato è di estrema importanza in quanto il 30-40% dei pazienti sospende la terapia a causa di effetti collaterali e questo non accade se si utilizzano associazioni di farmaci differenti. Nel trattamento invece di pazienti con ipertensione severa (grado III), soprattutto se con evidenza di danno d’organo, la scelta di una terapia di associazione è quasi obbligatoria, in quanto è richiesto un abbassamento importante dei valori pressori nonché la regressione del danno d’organo. Pertanto la terapia di combinazione rappresenta una delle più importanti soluzioni al problema dello scarso controllo della pressione arteriosa nei pazienti con ipertensione arteriosa, in quanto con questa scelta terapeutica si può ottenere una maggiore efficacia e una migliore tollerabilità. Tuttavia la terapia di combinazione non può essere eseguita associando in modo acritico le varie classi di farmaci antipertensivi. Mentre alcune associazioni sono vantaggiose, altre sono del tutto inutili e alcune persino pericolose.

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