CORSI ECM

IL TRATTAMENTO DEL DIABETE DI TIPO 2: LE TERAPIE INNOVATIVE

ID ECM (codice identificativo): 331-241471 ed. 1
Tipologia: res
Sede: BARI presso CENTRO SPECIALISTICO PER LA CURA DEL DIABETE VIA MICHELANGELO SIGNORILE, 2/B 70121 BARI (BA)
Periodo di svolgimento: 20/11/2018/20/11/2018
Nr. Crediti: 6
Nr. Ore: 6
Nr. Posti: 25
Professioni: Infermiere, Medico Chirurgo

Da circa 15 anni stiamo assistendo ad un boom di nuovi farmaci per la terapia del diabete di tipo 2 che, da soli o in combinazione tra loro, sono in grado di tenere testa alla progressione tipica della malattia e a contrastare i fattori di rischio responsabili delle principali complicanze del diabete.
Nonostante gli evidenti vantaggi, il loro utilizzo è ancora scarso rispetto ai pazienti che potenzialmente potrebbero beneficiarne.
Di questo ne sono responsabili: le limitazioni di accesso in prima istanza, l’inerzia terapeutica in secondo luogo, che è causa del mancato o ritardato adeguamento delle terapie in funzione dell’evoluzione delle condizioni cliniche del paziente, e infine una ancora discreta diffidenza da parte del clinico verso l’innovazione farmacologica.
Ad oggi, e in accordo con le linee guida correnti, la metformina, da sola o in associazione, è il farmaco più usato per il trattamento del diabete (oltre l’80% dei soggetti).
Sempre secondo i dati ARNO 2017, il 28% dei pazienti è trattato ancora con sulfaniluree, e la repaglinide, del tutto assimilabile alle sulfaniluree per meccanismo d’azione, è utilizzata nel 9% dei casi. I glitazoni sono usati in circa 5% dei casi, l’acarbosio in circa il 4%.
Gli inibitori DDP4 che, se pur di nuova generazione, hanno ormai un’esperienza d’uso decennale, vengono utilizzati dal 12% dei diabetici.
Una percentuale minima di pazienti invece è in trattamento con le classi innovative, come dimostra l’ultimo dato ARNO di utilizzo dei GLP1- RA che raggiunge a malapena il 2,5%.
Se ai dati appena descritti affianchiamo il numero di soggetti con diabete di tipo 2 non adeguatamente controllati dalla terapia farmacologica, l’incidenza in aumento delle complicanze cardiovascolari e dei fattori di rischio (in primis l’obesità che è presente in oltre l’85% della popolazione diabetica), la scarsa aderenza alle terapie, va da se che sia opportune individuare attivamente i pazienti con un compenso glicemico che non risponde ai target, valutarne le caratteristiche e lo stato di rischio, e definire quale intervento terapeutico possa rivelarsi oggi il più appropriato per migliorarne gli outcomes di malattia.

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