COMUNICAZIONI

  • FORMAZIONE SUL CAMPO
    PROGETTO DOLORE CRONICO
    La gestione del paziente con dolore cronico: dalla teoria alla pratica

    La lotta contro il dolore è una delle sfide più importanti con cui i medici, fin dai tempi più remoti, hanno dovuto cimentarsi; la legge 38 del 2010 ha rappresentato un importante passo avanti per tutti i pazienti affetti da dolore. Grazie ad essa, infatti, trattare il dolore è diventato non solo un dovere etico e morale, ma anche un obbligo di legge. Il dolore cronico, infatti ha avuto un suo riconoscimento come reale malattia e non più solo come sintomo. Difatti, il dolore cronico rappresenta senza dubbio un problema di importanza sociale dalle gravi ripercussioni economiche, le cui cause, prevalentemente di tipo muscolo-scheletrico, spesso sono diagnosticate tardivamente e trattate in modo inadeguato. Anche le linee guida internazionali delle più importanti società scientifiche delineano un nuovo approccio nei confronti del dolore cronico, considerandolo non più solo a livello di sintomo ma come malattia vera e propria, rendono non solo possibile ma anche necessario un approccio clinico mirato, finalizzato al controllo del dolore stesso ed alla riduzione delle gravi conseguenze che esso provoca nel vissuto quotidiano del paziente.
    Dal punto di vista clinico, il dolore cronico risulta un insieme di più componenti: somatico, viscerale e neuropatico.
    Ed è questa componente, quella neuropatica, la più complessa e difficile da diagnosticare e da trattare.
    Il dolore neuropatico si presenta in seguito a disfunzione o lesione del sistema nervoso. Può essere causato da numerose condizioni a carico del sistema nervoso periferico (neuropatia diabetica, nevralgia del trigemino, nevralgia post-erpetica, neuropatia indotta da chemioterapia o secondaria a infiltrazione tumorale, trauma, lesione nervosa) o centrale (stroke, sclerosi multipla ecc). Può dare allodinia o iperalgesia, e, se paragonato ad altri tipi di dolore, risulta più invalidante sia dal punto di vista fisico che psichico, poiché spesso persistente, vista la complessità e diversità delle condizioni che ne sono alla base, in molti casi irreversibili. La risposta al trattamento è spesso inadeguata, visto che solo il 40-60% dei pazienti può riferire un adeguato sollievo dal dolore.
    Il dolore neuropatico può avere una caratteristica di tipo localizzato e superficiale che necessita quindi di un tipo di trattamento specifico.
    Per definire i punti cardine di una corretta gestione della patologia è necessario un confronto sulle modalità di una corretta diagnosi e di un corretto uso dei farmaci spesso in associazione.
    Questo progetto si propone la formazione di medici impegnati nella pratica quotidiana nel trattamento del dolore cronico di natura oncologica e non oncologica. Nel rispetto della normativa ECM riguardante la formazione sul campo, sarà sviluppato un evento finalizzato alla creazione di un rapporto duraturo e di reciproca utilità fra discente e il suo tutor con un confronto costruttivo per il controllo del paziente secondo le linee guida internazionali
    OBIETTIVI
    Obiettivo del progetto è fornire ai medici coinvolti la formazione necessaria per avviare in maniere autonoma un trattamento adeguato per il controllo del dolore. Attraverso la formazione pratica, i discenti avranno modo di verificare, tramite un puntuale confronto con i docenti KOL (Key Opinion Leader) in ambito terapia del dolore, le loro competenze e la correttezza dei loro approcci.